Storia dell'arte

La Venere Di Willendorf

In Età paleolitica è poco frequente la figura umana. Fanno eccezione piccole statue a tutto tondo, scolpite in pietra, osso o avorio; rappresentano figure femminili dalle forme accentuate e per questo sono dette Veneri. Probabilmente sono divinità femminili legate alla fertilità. Nelle diverse regioni europee ne sono state rinvenute circa 140. Sono tutte di dimensioni molto ridotte, da 2-3 centimetri a circa 30. La Venere di Willendorf è stata realizzata nel Paleolitico superiore, tra il 23000 e il 19000 a.C.

  • L’acconciatura, che nasconde il volto, corrisponde forse ad un copricapo con sette file di conchiglie. È probabile che il numero sette avesse un valore magico.
  • Le braccia e le mani, appena accennate, sono appoggiate sul seno, mettendone in evidenza le forme.
  • Scolpita in roccia calcarea, la statua è stata poi dipinta con ocra rossa.
  • Le parti che richiamano la fertilità della donna (glutei, seni, ventre, pube) sono messe in particolare evidenza.
  • Le estremità affilate delle gambe servivano probabilmente per conficcare la statua negli anfratti delle caverne o sul suolo.
  • La statua ha dimensioni ridotte: è alta 11 centimetri.