Storia dell'arte

Pitture nella Grotta Chauvet

La grotta, scoperta nel 1994 dall’archeologo Louis Chauvet, contiene le più antiche pitture rupestri, che risalgono a 30000 anni fa. Le sagome degli animali ed i particolari del corpo sono tracciati con una linea fluida ma decisa, lo stile è realistico, anche se stilizzato in alcuni dettagli.

  • La grotta rappresentava un importante centro di culto, come dimostra la presenza di altari. I dipinti derivano probabilmente da un rituale magico-propiziatorio; forse essi venivano eseguiti da sciamani, per “impadronirsi” dello spirito dell’animale da cacciare.
  • Il soggetto è abbastanza comune in tutte le grotte preistoriche. Sulle pareti sono dipinte, infatti, numerose varietà di animali: bisonti, tori, cavalli, cinghiali, orsi, cervi, renne, mammouth, leoni, gufi, persino rinoceronti e una pantera
  • La tecnica è comune alle pitture rupestri. I pigmenti (terre pestate e mescolate con tinture vegetali e grassi animali) sono stesi con le dita o mediante rudimentali pennelli di legno o penne d’uccello. I colori sono prevalentemente caldi, a base di terre (ocra, rosso, bruno). Il contorno lineare è fatto con nero carbone o nero manganese. Per il bianco veniva utilizzato gesso.
  • Le sagome degli animali ed i particolari del corpo sono tracciati con una linea fluida ma decisa. Gli animali sono rappresentati di profilo, con effetti volumetrici. A volte il corpo è colorato.
  • Lo stile della rappresentazione è realistico, anche se stilizzato in alcuni dettagli.