Storia dell'arte

Il Teatro di Epidauro

La forma del teatro greco è stata definita nei secoli V e IV a.C., quando si diffuse la rappresentazione di tragedie e commedie. Esso era collocato presso un tempio e su un pendio, sfruttando il naturale andamento del terreno; in questo modo, la costruzione si  integrava armoniosamente con l’ambiente naturale.

L’acustica di questi teatri era perfetta in qualsiasi punto della gradinata, ed era ottenuta attraverso complessi calcoli che tenevano conto della forma, della dimensione e dell’inclinazione della cavea. In Italia, nei territori della Magna Grecia e in Sicilia, si possono ancora ammirare importanti resti di teatro, anche se spesso sono stati riedificati o restaurati in età romana: Taormina, Tindari, Segesta, Siracusa. Qui presentiamo l’analisi del Teatro di Epidauro nell’Argolide (Peloponneso).

  • La scena era il fondale architettonico, ma anche lo spazio in cui recitavano gli attori. In origine era costituita da elementi mobili. Successivamente, in Età classica, fu eretta in pietra.
  • L’orchestra era la zona destinata alle danze e all’accompagnamento vocale del coro. La sua forma segue quella delle gradinate, ed è dunque semicircolare o circolare. Poteva ospitare un altare.
  • La càvea è una gradinata semicircolare, suddivisa in più settori a forma di cuneo. Fino al V sec.a.C. era realizzata in legno, successivamente in pietra e muratura.