Storia dell'arte

Il Duomo di Modena

Nel 1099 venne posta la prima pietra per la costruzione della Basilica di San Geminiano, Duomo di Modena. Presto divenne un modello per costruire le chiese di tutta l’area padana, per la chiarezza della sua struttura e delle sue forme, e per la bellezza delle sue sculture.

Lanfranco, Basilica di San Geminiano a Modena, 1099-1230 circa.

Conosciamo il nome dell’autore: Lanfranco, cui si affiancò, per le parti scultoree, Wiligelmo. Il progetto iniziale, però, ha subìto parziali modifiche nell’interno, poiché i lavori si sono protratti fino al 1230 circa. La chiesa ha mantenuto la pianta a basilica di una precedente costruzione, riducendo, però, le navate da cinque a tre. La facciata è caratterizzata dall’equilibrio: l’altezza, infatti, è pari alla sua larghezza. Essa è suddivisa in tre parti da robusti pilastri addossati al muro (contrafforti), corrispondenti alle navate, mentre a circa metà dell’altezza corre una galleria.

  • Rosone: grande finestra circolare a vetrata.
  • Salienti, o spioventi, che seguono le falde del tetto.
  • Protiro, piccolo corpo sporgente composto da colonne sostenute da due leoni, detti, per questo, stilofori (‘portatori di colonne’) e coperto da volta a botte.
  • Bassorilievi dello scultore Wiligelmo che raccontano  episodi biblici (le Storie della Genesi).
  • Contrafforti che evidenziano il limite tra la navata centrale e quelle laterali.
  • Matronei sulla navata centrale, logge riservate alle donne. Nel Duomo di Modena, però, questi sono privi di pavimento.
  • Pulpito o ambone.
  • In origine il tetto era sostenuto da capriate. Nel XV secolo, esse furono sostituite da volte a crociera.
  • Il presbiterio, zona riservata al clero, presenta tre absidi ed è rialzato, lasciando posto alla cripta.
  • Cripta: cappella sotterranea, che sostiene idealmente l’edificio e dove sono conservate le spoglie del santo.
  • Robusti pilastri e colonne, alternandosi tra loro, dividono la chiesa in tre navate.
  • Trifore: finestre con tre aperture, divise da due colonnine.
  • Le colonnine si concludono in alto con degli archi, dietro ai quali scorre un loggiato.