Storia dell'arte

Piero della Francesca - La Flagellazione di Cristo 1459

L’opera è suddivisa in due parti: a sinistra, dentro un edificio di forme classiche, c’è Cristo, legato a una colonna, attorniato dai suoi aguzzini; a destra, in primissimo piano, tre personaggi in abiti quattrocenteschi parlano tra loro, sullo sfondo di una città.

Ogni elemento del quadro, dalla rigorosa prospettiva lineare, serve a scandire lo spazio e permettere la percezione  dell’ambiente: le architetture, la pavimentazione a scacchiera, le figure umane. L’illusione della profondità viene rafforzata dall’esatta collocazione dei personaggi, fissati nello spazio con la stessa immobilità delle cose. Il pavimento è suddiviso in grandi quadrati da strisce di marmo bianco. All’interno dell’edificio, invece, è decorato con tarsìe bianche e nere; vi corrisponde, con le stesse misure, il soffitto piano a cassettoni. Tutto è bloccato, immerso in una calma immensa; il dipinto vuole trasmettere un’idea di perfezione, non associata al trascorrere del tempo, ma all’ordine matematico e geometrico delle cose. L’artista sottolinea, inoltre, l’idea della continuità della storia: un evento lontano, come la flagellazione, è confrontato con il tempo presente, indicato dagli abiti e dalle architetture quattrocentesche.

Piero della Francesca, Flagellazione di Cristo, 1459 circa. Olio su tavola, 51x83 cm. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.