Storia dell'arte

Bernini - David 1625

Nel 400 la figura di David era stata come modello di forza morale. Il fanciullo ebreo, aveva vinto sul gigante Golia in virtù della propria intelligenza, sostenuta dall’aiuto divino. Per Bernini, esso diventa simbolo della capacità d’azione dell’uomo, e per questo lo rappresenta nel momento di massima tensione fisica.

Lo spettatore è portato ad immaginare l’attimo successivo all’azione: Bernini rappresenta un evento dinamico, che esclude qualsiasi momento di immobilità. Bernini aveva previsto anche la posizione della statua nella sala della Palazzina Borghese, in cui l’opera ancora si trova, per consentire di osservarla da un punto di vista non frontale.

Gian Lorenzo Bernini, David, 1625. Marmo, 70x67 cm. Roma, Galleria Borghese.
  • David è colto nell’attimo, carico di tensione, che precede il gesto; per questo motivo il busto è ruotato sulle gambe e il corpo assume un andamento a spirale.
  • Dopo aver raccolto tutte le sue energie, egli sta per scagliare il sasso con la fionda.
  • La posizione di David, d’altra parte, ci porta ad ipotizzare la presenza di Golia nello spazio circostante, cioè nello spazio occupato da chi osserva l’opera.
  • Il volto contratto, la fronte aggrottata, i capelli scompigliati mettono in evidenza la tensione fisica e psicologica dell’eroe. Nei lineamenti di David si riconosce un autoritratto di Bernini.
  • aL’equilibrio complessivo non è dato dalla proporzione tra le parti, ma dal movimento accordato delle membra.
  • A terra sono poste le armi e la corazza offerte dal re Saul al giovane, che decide tuttavia di combattere armato di fionda e della sua sola forza interiore.