Storia dell'arte

Lecce, città barocca

In molte città dell’Italia meridionale lo stile barocco si è espresso con caratteri originali e fortemente suggestivi. Le aree di maggior diffusione furono la Puglia, la Sicilia e Napoli. Esse avevano in comune l’influenza politica e culturale della Spagna, dove l’arte barocca ebbe particolare fortuna. Rispetto allo stile affermatosi nell’Italia centro-settentrionale, esso si distingue per la ricchezza delle decorazioni, che spesso erano applicate su impianti architettonici squadrati e rigorosi.

Nel corso del XVII secolo Lecce ha mantenuto un impianto urbano di tipo medievale; i palazzi più rappresentativi, tuttavia, vennero arricchiti da una originale ornamentazione barocca, sotto la direzione di architetti locali, Francesco Zimbalo (1617/20-1710) e Giuseppe Cino (1644-1722). La città divenne, così, un testo esemplare del barocco meridionale, con il suo ricco repertorio di forme scolpite, fantasiose, mostruose, spesso grottesche, che testimoniano dell’esuberante immaginario tipico dello spirito del tempo. Le chiese più importanti sono quelle di San Matteo e di Santa Croce. Quest’ultima, ultimata nel 1695, mostra sotto l’apparato decorativo la severità dell’impianto, tipica dell’architettura barocca leccese.

La facciata laterale del Duomo di Lecce e una veduta della piazza.
  1. Al centro vi è la statua di Sant’Oronzo, entro una sorta di arco trionfale.
  2. La facciata è ornata da mensole, lesene e balconi scolpiti nella pietra locale, fine e dorata.
  3. La balaustra è un elemento originale che divide la facciata in due blocchi distinti.

La ricchezza decorativa è tipica dello stile dell’architetto Zimbaldo.