Storia dell'arte

Jacques-Louis David - La morte di Marat 1793

è il simbolo della pittura neoclassica. Egli ha saputo interpretare il ruolo dell’artista che traspone nella vita gli ideali espressi nell’arte dei grandi artisti del passato. Nei cinque anni vissuti a Roma, studiò le architetture e le statue antiche.

L’arte e il dovere di trasmettere valori morali

Tornato in Francia, ha svolto un ruolo di primo piano nei fatti legati alla Rivoluzione Francese ma, in seguito, è divenuto testimone dell’ascesa di Napoleone, di cui ha documentato le imprese. Lo studio della scultura antica gli ha trasmesso la capacità di costruire forme rigorose e ricche di volume. Egli ha tratto dal passato eroico di Roma anche molti soggetti delle sue opere, offerti al tempo presente come esempi di virtù morale e civile. Nel quadro che descrive La morte di Marat, David ha assunto il classicismo come espressione di modello etico, ovvero capace di dare insegnamento morale a chi osserva il quadro.

Il 13 luglio 1793 Jean Paul Marat, eroe della Rivoluzione Francese, fu ucciso a tradimento da una giovane nobildonna, Charlotte Corday. Marat era costretto per lunghe ore a bagni terapeutici, a causa di una malattia della pelle contratta negli anni della cospirazione rivoluzionaria, nei nascondigli di Parigi.

Jacques-Louis David, La morte di Marat, 1793. Olio su tela, 162x125 cm. Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique.
  • Il fondo scuro fa emergere la figura di Marat. Il vuoto nella metà superiore del dipinto crea un’atmosfera di angosciosa immobilità; i particolari sono evidenziati da una luce radente di ispirazione caravaggesca.
  • Tra gli indizi che richiamano la realtà, spiccano la penna e la lettera, scritta dalla donna per chiedere un sostentamento per la sua famiglia.
  • David non celebra la figura di Marat con un dipinto enfatico; al contrario, egli seleziona pochi elementi, rappresentati con essenzialità, in modo da dare massima evidenza al soggetto.
  • In primo piano, la firma e la dedica del pittore, che rende omaggio in questo modo al protagonista della rivoluzione.