Storia dell'arte

L’arte dei graffiti

L’arte dei graffiti ha avuto origine negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta. Essa si è diffusa a partire dai quartieri poveri delle aree metropolitane, espressione del disagio delle giovani generazioni. Si è evoluta in Street Art, accogliendo anche stickers, collage, disegni preparati al computer.

Un’espressione di protesta giovanile

Negli anni Ottanta gli interventi venivano realizzati su qualsiasi superficie disponibile della città: le fiancate degli autobus e i convogli della metropolitana, i sottopassaggi, i muri di caseggiati, esprimendo il ritmo convulso della vita metropolitana. La forza d’impatto dei graffiti è altissima: sono realizzati con vernici e bombolette spray e ricordano la grafica dei fumetti, con le scritte, le sigle, i simboli. I colori hanno tonalità artificiali, arricchite da lumeggiature metalliche e contorni marcati. Il graffitismo è entrato nel circuito del grande mercato artistico internazionale, divenendo in molti casi un fenomeno commerciale, privato della sua originale spontaneità e carica di denuncia. Importanti interpreti del graffitismo sono stati Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.

Il mondo immaginario di Keith Haring

L’americano Keith Haring (1958-1990) ha creato un ricchissimo repertorio figurativo. Uomini, animali, oggetti sono dipinti in modo estremamente semplificato, ma con grande ricchezza di segni. Haring si è formato lavorando accanto a Warhol: dal 1978, a New York, ha prodotto videotape, ma presto si è sentito attratto dai graffiti sui muri delle case e nella metropolitana, finché, nell’inverno del 1980, ha cominciato a comporre egli stesso graffiti. Le sue figure, sempre in movimento, hanno la forza comunicativa del linguaggio pubblicitario; esse compongono un popolatissimo mondo immaginario: ragazzi radianti, televisori animati, millepiedi, robot, cani meccanici esprimono la tensione tra il mondo fittizio dei cartoons e quello della realtà umana. Una tipica manifestazione creativa di Haring è l’happening, cioè il lavoro in mezzo al pubblico, proprio per la natura collettiva e popolare della sua arte. Dal 1985 Haring si è interessato alle questioni sociali, dalla lotta alla droga alla prevenzione dell’AIDS, malattia che lo ha stroncato a soli 32 anni.

Keith Haring, Senza titolo, 1983.

Il linguaggio metropolitano di Basquiat

Jean-Michel Basquiat (1960-1988) ha celebrato nelle sue opere il disagio giovanile della società contemporanea. È nato a New York da una famiglia caraibica, e anche quando la sua fama lo ha portato ad essere conosciuto ed apprezzato, egli ha continuato a rappresentare la propria condizione di emarginato, l’appartenenza ad una minoranza etnica e culturale. Basquiat non ha composto soltanto graffiti: ha utilizzato anche la tela, il legno e parti di oggetti, ad esempio porte. Le sue opere sono composte da segni rapidi e non ritoccati, da appunti incollati o scritti direttamente sul supporto, da frasi ossessivamente ripetute.

Jean-Michel Basquiat, Zona di bassa pressione, 1982. Acrilico, pastello a olio e collage su tela, montato su un supporto di legno, 151,4x121,9 cm. Collezione privata.