Storia dell'arte

Statua in bronzo della Minerva di Arezzo

La statua fu rinvenuta nel 1541 ad Arezzo, nello scavare un pozzo, presso la chiesa di San Lorenzo: nella stessa zona hanno trovato resti di una abitazione romana. Nel 1551 lastatua passò nelle collezioni di antichità di Cosimo I de’ Medici; dal 1559 la statua decorò lo Scrittoio del duca.

Nel 1782 l’Antiquario delle Gallerie Luigi Lanzi la espone con gli altri tre bronzi maggiori delle raccolte  fiorentine  -  la  Chimera,  l’Arringatore  e  l’Idolino  -  nel  “Corridore  di  Mezzogiorno”  della Galleria degli Uffizi, dove rimase fino al 1890 quando, dopo la creazione del Museo Archeologico Nazionale  (allora  “Regio  Museo  Centrale  della  Civiltà  Etrusca”),  fu  trasferita  con  essi  nell’attuale sede di palazzo della Crocetta. Le circostanze del rinvenimento sono mal note, e poco chiaro è l’originario stato di conservazione del monumento, interessato forse già nel Cinquecento da restauri in bronzo, in gesso e in legno di incerta estensione ma, per vie che non conosciamo, filologicamente più corretti di quelli attuali, settecenteschi.

In particolare, il braccio destro, a partire dalla spalla, è, come si è visto, una integrazione esegui- ta in bronzo dallo scultore Francesco Carradori nel 1785. La posa del braccio, che atteggia Minerva ad una mossa oratoria, forse ricalcante quella dell’Arringatore - allora per la prima volta accostatole nella nuova esposizione degli Uffizi, modifica infatti un precedente restauro in gesso, conservatoci in una stampa dell’inizio del ‘700, più fedele all’esemplare antico,  come ci mostrano confronti con le altre copie del “tipo”.

Nel  prototipo  antico,  infatti,  la  dea  doveva  figurare  con    il  braccio  disteso lungo il busto e l’avambraccio alzato, piegato al gomito, a reggere una lancia, attributo  ricorrente  della  dea  guerriera,  che  vediamo  qui  armata  dell’elmo corinzio, alzato a scoprirne il volto, e dell’ègida con  gorgonèion , distesa sul petto. Un chitonisco a fitte pieghe, che appare dalla scolla- tura, ed un ampio  himàtion   ne completano l’abbigliamen- to.