Storia dell'arte

Turner, Tempesta di neve - 1842

William Turner (1775-1851) è il principale interprete, in Inghilterra, dell’idea romantica di natura. Viaggiò instancabilmente in tutta Europa e fu celebrato dai suoi contemporanei. Egli ha rappresentato una natura imponente, spesso spaventosa, sempre legata a fenomeni grandiosi, a eventi biblici o storici dai risvolti eroici o drammatici. Egli ha abolito il disegno, per privilegiare unicamente gli effetti di luce e colore: le forme divengono sfocate, fino a dissolversi, confondendosi con gli stessi elementi naturali; gli spazi non sono più misurabili, ma intuiti attraverso le suggestioni evocate dal colore e dagli effetti atmosferici. Turner ha applicato una concezione simbolica del colore, associando le tinte calde e luminose alla positività, la gamma del blu-violetto-nero al dramma e alla disillusione.

William Turner, Tempesta di neve, 1842. Tate Gallery, Londra.
  • Dominano toni bianco-gialli e grigio-azzurri, resi più abbaglianti dalla presenza di alcune zone cupe. Il colore è steso con pennellate rapide e le singole forme non sono messe a fuoco. La composizione ruota attorno a una indistinta zona centrale e i suoi margini sono a forma ovale, come il nostro campo visivo.
  • Al centro della tela, un battello è trascinato in un vortice d’acqua, di neve e di vento.
  • Forse Turner ha riportato nell’opera la propria esperienza reale di una tempesta di mare, durante la quale si fece legare per quattro ore all’albero di una nave.