Storia dell'arte

“Idolino” di Pesaro 30 a.C.

Creazione romana o copia di un originale greco forse di Policleto (430-420 a.C.). Rinvenuto a Pesaro nel 1530, fu interpretato come Dioniso/Bacco e fu posto sulla elaborata base commissionata da Francesco Maria I della Rovere, con riferimenti al dio (nei pannelli laterali l’apoteosi di Arianna, che il dio sposerà, e il sacrificio del capro, animale a lui sacro).

Nel 1630 fu inviato a Firenze da Francesco Maria II della Rovere, come dono a sua nipote Vittoria che andava in sposa a Ferdinando II de' Medici, Granduca di Toscana. In realtà si tratta di un fanciullo-lampadario (lychnouchos), che come altri esemplari dello stesso tipo, reggeva nella sinistra un tralcio di vite per lucerne e nella destra forse un altro piccolo vassoio sul quale erano poste altre lucerne.