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Altichiero da Zevio 1330-1390

Figlio di Domenico da Zevio, nelle Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori del Vasari è chiamato Aldigeri da Zevio. Fu discepolo del Turone. Sulla sua vita le notizie sono molto scarse, si sa soltanto che è citato per il pagamento di una anchona (cioè un'ancona, una tavola dipinta da altare) nel 1384 e che era già morto nel 1393.

Le fonti però lo ricordano come un artista molto apprezzato ai suoi tempi. Nelle sue prime opere si ispirò alla scuola giottesca lombarda, traendo insegnamenti di "verità" descrittiva, che seppe mettere a buon frutto nelle sue opere. Dalle vivaci opere di Tommaso da Modena imparò lo stile narrativo brillante e l'attenzione per i dettagli quotidiani. Sebbene per alcuni aspetti coloristici e narrativi sembri precedere lo stile del gotico internazionale, il suo sguardo indaga ancora oggettivamente, ed è estraneo alle fantasie cortesi e cavalleresche che saranno invece in Pisanello, suo diretto erede.