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Cinquecento

Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento si verificano eventi che cambiano radicalmente il quadro politico in Italia e in Europa. La scoperta dellAmerica, nel 1492, determina un progressivo spostamento delle rotte commerciali verso l’Oceano Atlantico.

Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento si verificano eventi che cambiano radicalmente il quadro politico in Italia e in Europa. La scoperta dell’America, nel 1492, determina un progressivo spostamento delle rotte commerciali verso l’Oceano Atlantico; ne deriva una profonda crisi economica dei Paesi affacciati sul Mediterraneo, fino ad allora centro dei traffici internazionali. Il nuovo secolo è segnato dal conflitto tra Francia e Spagna, che si conclude solo nel 1559 a favore della seconda. I prìncipi italiani rimangono legati in modo subalterno all’una o all’altra potenza, e solo Roma, guidata dal forte governo papale, cerca di contrastare l’affermazione delle potenze europee in Italia. La politica di alleanze perseguita dal papato, tuttavia, vivrà una drammatica sconfitta nel 1527, con il Sacco di Roma a opera dei Lanzichenecchi di Carlo V. Il Cinquecento è anche il secolo della grande crisi religiosa, avviata dalla Riforma luterana e sfociata in sanguinose guerre di religione. È in questo contesto che si sviluppa l’attività di alcuni dei più grandi artisti di tutti i tempi: Leonardo, Michelangelo e Raffaello.

ARCHITETTURA

  • Tecniche e materiali - Nelle città sedi di Signorie si realizzano magnifici palazzi o vengono ristrutturati quelli esistenti, con le attività amministrative e la residenza del principe. In campagna si costruiscono splendide ville di committenza borghese. Superfici di pietra e marmo rivestono i muri in mattone. Sono largamente utilizzate le coperture a volta o a cupola, su esempio dell’architettura romana antica.
  • Linguaggio visivo - Restano l’ordine e la regolarità che caratterizzavano l’architettura quattrocentesca, ma gli edifici vengono ulteriormente caratterizzati con elementi classici (lesene, colonne, trabeazioni, cornici). Il linguaggio classico viene spesso reinterpretato dagli architetti in modo libero e personale.
  • Valori espressivi - Negli edifici religiosi si predilige la pianta centrale perché considerata forma perfetta. Negli edifici privati si cerca l’integrazione con l’ambiente naturale. La presenza di elementi classici serve a rendere monumentale l’edificio. Le città vengono abbellite con interventi monumentali e vedute prospettiche.

SCULTURA

  • Tecniche e materiali - La committenza, sia religiosa che laica, richiede grandi statue a tutto tondo, di carattere monumentale. Il soggetto prediletto è l’uomo, come nella statuaria antica, che in questi anni è studiata con un’attenzione sconosciuta dai tempi della Roma imperiale. Si utilizza soprattutto il marmo; in età manierista assume un’importanza centrale il bronzo, che consente di realizzare preziosi effetti decorativi e di luce.
  • Linguaggio visivo - Le statue sono spesso possenti, come quelle di Michelangelo, o mosse e articolate, come accade per gli artisti manieristi. La posa classica viene elaborata in modo più libero; le composizioni mostrano un gioco di forze contrastanti. Si afferma, come in pittura, l’impianto piramidale, che bene interpreta l’esigenza di monumentalità.
  • Valori espressivi - La tendenza alla monumentalità esprime la ricerca di fermi valori morali. Per questo motivo le forme vengono idealizzate e, spesso, i personaggi raffigurati non sono somiglianti al soggetto. La tensione delle forme, però, testimonia un’inquietudine nuova e la crisi degli ideali dell’Umanesimo.
Michelangelo, Mosè, 1515 ca. Marmo, altezza 235 cm. Roma, San Pietro in Vincoli.

PITTURA

  • Tecniche e materiali - Nella pittura religiosa, i temi sono finalizzati all’esaltazione della Chiesa. Sulle volte delle chiese e nei soffitti di palazzi privati vengono realizzati grandi affreschi. Si utilizza frequentemente l’affresco, che favorisce la resa dei grandi temi mitologici o sacri. Si afferma definitivamente la pittura ad olio.
  • Linguaggio visivo - Con la prospettiva si fingono spazi, anche innaturali. La profondità può anche essere determinata dagli effetti di colore, come accade nella pittura tonale veneta. Leonardo elabora lo sfumato e la prospettiva aerea, Michelangelo si concentra sulla rappresentazione della figura umana. È frequente la composizione piramidale. La pittura manierista
    abbandona la prospettiva e il colore naturale.
  • Valori espressivi - La figura umana viene idealizzata. Le figure sono legate da un intreccio di espressioni e di relazioni armoniche. Nel Manierismo, nuove e raffinate soluzioni formali esprimono la crisi dei valori rinascimentali.
Leonardo da Vinci, Il Cenacolo, 1495-1497. Tempera e olio su intonaco, 460x880 cm. Milano, Refettorio di Santa Maria delle Grazie.

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