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L’arte della Cina

La Cina ha una storia, caratterizzata, nonostante la straordinaria estensione del suo territorio, da una precisa identità culturale. Questa si è formata anche grazie alla sostanziale unità della scrittura e delle credenze filosofico-religiose, la definizione di tipologie architettoniche, di modelli e di un repertorio iconografico.

Fin dalle origini la sensibilità cinese si è orientata al misticismo, che rimarrà uno degli elementi fondamentali del pensiero cinese e sarà alla base di concezioni religiose come il Taoismo e, in particolare, il Buddhismo, diffuso dall’India a partire dal I secolo d.C. Dal VII secolo d.C. ai primi anni del Novecento, la produzione artistica è stata espressione delle ricche corti imperiali, al cui interno vivevano intellettuali e artisti, chiamati a realizzare oggetti raffinati e di grande perfezione tecnica. I settori artistici più rappresentativi sono la calligrafia, la pittura, la poesia e la musica.

I soggetti dell’arte

Sono ricorrenti i paesaggi (dai vasti spazi nebbiosi e rarefatti, con rilievi, fiumi, alberi, rocce), gli animali (draghi, uccelli) e i soggetti floreali, rappresentati con caratteristiche simili nelle pitture su seta, nelle porcellane, nei mobili o nelle suppellettili laccate. In ogni caso le immagini si distinguono per una descrizione ricca e minuziosa.

Le fasi artistiche fino al Novecento

Le dinastie imperiali danno il nome ai più recenti periodi artistici:

  • la dinastia T’ang (VII-X sec. d.C.), che unificò il vasto impero. Si affina l’arte della pittura e della ceramica;
  • la dinastia Song (X-XIII sec. d.C.), coincidente con una straordinaria fioritura di tutte le arti; esemplare è la pittura di paesaggio, eseguita con inchiostro su carta o seta;
  • la dinastia Ming (XIV-XVII sec. d.C.), durante la quale vennero eretti i grandi palazzi imperiali, cinti da alte mura (la ‘città proibita’ di Pechino). La tecnica della ceramica raggiunge livelli altissimi, con tipologie distinte con il nome degli imperatori;
  • la dinastia Ch’ing (XVII-X sec.-1912), che ha promosso l’incremento della produzione artigianale (come lacche e porcellane), e la sua diffusione in tutto l’Occidente.

La pittura di paesaggio

Una particolare espressione del Buddhismo è rappresentata dalla filosofia Zen. Secondo questo pensiero la natura è governata da un principio di armonia universale, che può essere compreso e fatto proprio solo attraverso la meditazione. Ad esso è collegata una specifica produzione artistica, che ha trovato la sua più alta espressione nella pittura di paesaggio promossa dalla dinastia Song. Gli artisti erano spesso monaci buddisti, ritiratisi in contemplazione nei monasteri; i loro dipinti, realizzati ad inchiostro, evocano la profondità dei paesaggi attraverso effetti di lontananza ed evanescenze. Spesso prevale il vuoto, lo spazio non delimitato, che esprime l’appartenenza di ogni elemento ad un unico principio universale.

Qu Ding, Montagne d’estate, XI sec, Dinastia Song. Iscrizioni calligrafiche di Qianlong, imperatore cinese (regno 1736-1795). New York, Metropolitan Museum of Art.

Un esercito di terracotta

Le tombe imperiali possono raggiungere dimensioni enormi e sono corredate da veri e propri tesori artistici. Nel 1974 è stata scoperta la città sepolta dell’imperatore Ch’in Shih Huang, il primo imperatore della Cina unificata, lo stesso che fece iniziare la Grande Muraglia (III sec.a.C.). Gli scavi hanno riportato alla luce un intero esercito di terracotta a grandezza naturale: si tratta di più di diecimila pezzi raffiguranti guerrieri, cavalli, carri da guerra. I corpi sono realizzati a stampo, mentre le teste sono modellate.

Città sepolta di Lintong. Dinastia Ch’in, 220-210 a.C., terracotta dipinta.