generi artistici

Questa grande pala d’altare, dipinta da Giotto nel 1310 circa, è un caposaldo della storia dell’arte. Fu dipinta per la chiesa fiorentina di Ognissanti, da cui il nome. Prima di Giotto la pittura era ancora legata allo stile bizantino e ai suoi schematismi. Le figure erano spesso rigide, bidimensionali e prive di partecipazione affettiva. Giotto rompe proprio con questa tradizione rivoluzionando il modo di dipingere e di rappresentare gli uomini.

Per rappresentare i corpi e i volumi Leonardo utilizza la tecnica dello sfumato che gli consente di passare in modo graduale dalla luce all’ombra, senza forti contrasti. Nei paesaggi, in particolare, i contorni delle figure appaiono morbidi, a volte sfocati, quasi mutevoli, con effetti di spazialità generati dalla cosiddetta prospettiva aerea.

Gustav Klimt (1862-1918) è il massimo esponente della Secessione viennese in pittura. Klimt affrescò ampie composizioni sulle pareti di palazzi ufficiali dell’Impero, come l’Università o il Teatro, con un linguaggio monumentale e sapiente.

La preparazione di questo dipinto di Seurat fu molto laboriosa; fu realizzato in studio, sulla base di numerosi disegni, tracciati ad uno ad uno dal vivo. Il tema è ricorrente nella pittura del secondo Ottocento, e mostra lo svago dei parigini lungo le rive della Senna.

Pierre-Auguste Renoir ha celebrato la festosa partecipazione al mondo del suo tempo, riproducendo gente comune, fanciulle, serate mondane, scorci paesaggistici. Egli seppe confrontarsi con diverse esperienze stilistiche, ad esempio con la pittura pompeiana e quella del Rinascimento, che ammirò in Italia.

Gustave Courbet (1819-1877) è considerato l’iniziatore del Realismo pittorico ottocentesco. Autodidatta, rifiutò gli insegnamenti della pittura accademica, che trovava fredda e priva di contenuti morali, e quindi i canoni tradizionali, come la ricerca del ‘bello’ o il sentimento della natura.

La pittura di paesaggio è stata per molto tempo finalizzata alla rappresentazione di altri soggetti, ad esempio mitologici o storici, in cui, comunque, era centrale la presenza dell’uomo. I pittori romantici avevano dato autonomia a questo genere, tuttavia, l’immagine reale attraverso la propria interiorità.

Il 2 maggio 1808 le truppe napoleoniche invadono la Spagna, dando avvio ad una fase drammatica della storia del Paese. Goya testimonia la feroce repressione seguita all’insurrezione popolare di Madrid: egli non esalta l’eroismo degli insorti, ma esprime l’orrore, la paura, la fragilità dell’uomo.

Nei dipinti di Caspar David Friedrich ricorre il tema del rapporto tra uomo e natura. È frequente, in particolare, lo schema della figura umana colta in solitaria contemplazione della grandiosità della natura. Spesso la figura è colta di spalle, invitandoci a osservare il paesaggio che si distende al suo sguardo.

è il simbolo della pittura neoclassica. Egli ha saputo interpretare il ruolo dell’artista che traspone nella vita gli ideali espressi nell’arte dei grandi artisti del passato. Nei cinque anni vissuti a Roma, studiò le architetture e le statue antiche.

La donna raffigurata nel quadrodi Jean-Auguste-Dominique Ingres è Inès Moitessier. In una prima versione, iniziata nel 1844, ella era ritratta assieme alla figlia Catherine; nella versione definitiva, che risale al 1856, il pittore ha preferito isolare la sua immagine, riflessa nello specchio.

Il giuramento degli Orazi fu dipinto al termine del secondo soggiorno di David a Roma, su richiesta del re di Francia, Luigi XVI. Il soggetto è tratto dalla storia di Roma monarchica: per decidere la vittoria tra le due città rivali, Roma e Albalonga, si affrontarono i tre fratelli Orazi e i tre fratelli Curiazi.

Antonio Canal, conosciuto come Canaletto (1697-1768), si è formato come scenografo e decoratore, sviluppando una grande competenza nelle regole della prospettiva. Fondamentale fu un suo viaggio a Roma, dove poté riprodurre architetture e rovine antiche e venne a contatto con il realismo della pittura fiamminga.

A partire dal XVII secolo si diffonde la rappresentazione di scene di vita quotidiana. Questo genere si è affermato per l’accentuarsi dell’attenzione nei confronti delle classi più umili. In questo modo, esso si è affiancato ai temi celebrativi, come quelli legati alle corti, o quelli che trasmettevano messaggi morali e religiosi. La pittura di genere descrive gli aspetti più consueti della vita quotidiana: scene familiari in interni, uomini e donne intenti al lavoro, bambini che giocano, vita di strada.

L’opera è stata commissionata a Caravaggio dal cardinal Del Monte e probabilmente acquistata dal cardinale di Milano Federico Borromeo, durante un soggiorno a Roma. Il Borromeo lasciò per lungo tempo isolato il dipinto fra tutti quelli della sua collezione, perché nessun altro “raggiungeva la bellezza di questo e la sua incomparabile eccellenza”.

Il fiammingo Rembrandt van Rijn (1606-1669) ha realizzato, attraverso la sua pittura, una ricerca naturalistica, valorizzando in particolare gli effetti di colore e di luce. Dell’arte del passato, egli ha apprezzato soprattutto la pittura del Rinascimento italiano e quella tedesca e fiamminga del Seicento. Si dedicò sia a soggetti sacri, caratterizzati da forte intensità espressiva, sia alla rappresentazione degli uomini del suo tempo, di cui seppe cogliere anche gli aspetti psicologici.

Nell’Incendio di Borgo, eseguito nel 1514, viene rappresentata la benedizione impartita da Leone IV al quartiere romano di Borgo mentre era devastato da un incendio: il gesto avrebbe fermato le fiamme. L’allusione, in questo caso, è alla volontà di Leone X di “spegnere” le guerre che affliggevano la Cristianità.

I ritratti femminili eseguiti da Leonardo esprimono la sua profonda sensibilità nel rappresentare la dimensione interiore della persona ritratta. Egli pone le figure di tre quarti, in modo da inserirle più efficacemente nello spazio, e vi applica la tecnica dello sfumato, per renderne con delicatezza i tratti fisiognomici, ma anche le sottili espressioni dello stato d’animo.

L’opera è suddivisa in due parti: a sinistra, dentro un edificio di forme classiche, c’è Cristo, legato a una colonna, attorniato dai suoi aguzzini; a destra, in primissimo piano, tre personaggi in abiti quattrocenteschi parlano tra loro, sullo sfondo di una città.

Piero della Francesca (1415/20-1492) è nato a Borgo San Sepolcro, non lontano da Urbino; formatosi a Firenze, con Domenico Veneziano, ha lavorato in città dell’Italia centro-settentrionale ed in particolare ad Urbino, alla corte dei Signori di Montefeltro.