periodi e movimenti

Nei cinque secoli di dominio, Roma tese a unificare, culturalmente ed economicamente, una vastissima parte del mondo antico, dall’Atlantico fin oltre la Mesopotamia, dall’Inghilterra fino all’Egitto e al Nord Africa, anche le città più lontane conobbero le leggi del diritto romano.

Rappresenta una lupa che allatta una coppia di piccoli gemelli, Romolo e Remo, leggendari fondatori di Roma. Abbandonati in una cesta sul Tevere, furono allattati dalla lupa e riuscirono a sopravvivere. La scultura (bronzo fuso a cera persa) è probabilmente opera di un artista di Veio.La lupa è raffigurata in posizione stante.

Prima dell’affermazione di Roma, intorno al primo millennio a.C., la penisola italica era abitata da vari popoli, diversi per lingua, religione, cultura ed espressioni artistiche. È possibile, tuttavia, individuare due grandi aree culturali: nelle regioni settentrionali e nell'Italia centro-meridionale.

Raffigura un guerriero, vestito di armatura, in un atto di libare (offrire vino alla divinità) prima di andare in battaglia. In origine, nella mano destra aveva una tazza (patèra), mentre con la mano sinistra reggeva una lancia. Si tratta quindi di una statua votiva, offerta a un santuario di Todi. Dopo essere stato esposto per circa tre secoli, colpito da un fulmine, il bronzo venne sepolto in una fossa delimitato da lastre di travertino e lì ritrovato.

Fin dalle origini della civiltà greca, nelle botteghe dei ceramisti vennero prodotte opere di alto artigianato. Nonostante la grande varietà di dimensioni e di forme, esse avevano in comune l’eleganza e la funzionalità. Poiché la decorazione era affidata ad un artista ceramografo.

La forma del teatro greco è stata definita nei secoli V e IV a.C., quando si diffuse la rappresentazione di tragedie e commedie. Esso era collocato presso un tempio e su un pendio, sfruttando il naturale andamento del terreno; in questo modo, la costruzione si  integrava armoniosamente con l’ambiente naturale.

Laocoonte fu realizzato nella seconda metà del I secolo a.C. a Rodi. È rappresentato un episodio della guerra di Troia, inserito dal poeta latino Virgilio nell’Eneide. L’opera esprime un’intensa drammaticità, data dallo studio estremo degli atteggiamenti espressivi, e rappresenta una testimonianza dell’arte ellenistica. Originariamente in bronzo, l’opera sarebbe stata copiata dai tre artisti di Rodi su committenza imperiale romana.

Lo scultore Policleto, nato ad Argo intorno al 480 a.C., è l’artista che conclude il periodo arcaico e apre l’Età classica. Egli ha definito una serie di regole volte a raggiungere un ideale di perfezione. Tali regole sono basate sui principi di equilibrio e di armonia tra le parti che compongono un’ pera. Il Doriforo (ovvero ‘portatore di lancia’) rappresenta la sintesi della ricerca di Policleto.

A partire dal 3000 a.C., parallelamente all’affermarsi delle civiltà in Mesopotamia e in Egitto, l’area del Mare Egeo, nel Mediterraneo orientale, fu sede di una splendida fioritura artistica. Nelle isole Cicladi, si sviluppò un’arte statuaria originale.

La civiltà greca è sempre stata il fondamento della cultura dell’Occidente. Nasce dall’incontro e dalla fusione di più culture. Ha inventato dei modelli e creato capolavori, fondando il principio di ordine, armonia ed equilibrio, imitazione della natura, profondo senso religioso della vita.

Nei secoli III e II sec. a.C., Pergamo, città della Misia sulle coste dell’attuale Turchia nord-occidentale, fu capitale del regno degli Attàlidi. Si affermò con i re Attalo I (240-197 a.C.) ed Eumène II (197-159 a.C.), il quale sognava di contendere il primato culturale del mondo greco ad Atene e ad Alessandria.

Fu eretta nel XIV secolo a.C. Rappresenta l’ingresso monumentale all’acropoli di Micene. È costituita da quattro enormi blocchi di pietra calcarea locale: i due stipiti ai lati, la soglia sottostante e l’architrave, è coronata in alto da un monolite interamente scolpito con un simbolo araldico.

Come altre città-fortezza degli Achei, Micene era posta su un’altura. La città venne fortificata in tre fasi, tra il 1350 e il 1200 a.C. circa, per difendersi da popolazioni vicine. La cingevano mura possenti, formate da grandi blocchi di pietra, accessibili solo dal lato occidentale, dove si apre l’imponente Porta dei Leoni. Fuori dall’acropoli si trovano numerose tombe aristocratiche, con ricchi corredi funebri.

Le decorazioni dei vasi cretesi erano quasi sempre ispirate alla natura: motivi come foglie, steli, fiori, animali si adattavano, nella disposizione o nella forma a quella del vaso, originando motivi ornamentali. Distinguiamo le tre fasi principali nello stile decorativo:

L’affresco rappresenta il gioco rituale del salto sul toro: gli atleti dovevano volteggiare sul dorso dell’animale. Il toro, figura mitologica che riporta alla leggenda del Minotauro, è ricorrente nelle raffigurazioni cretesi; esso rappresenta la forza domata dall’intelligenza dell’uomo.

Il palazzo di Cnosso fu ricostruito, come quelli di Festo e di Zakro, tra il 1700 e il 1500 a.C. Le testimonianze più significative dell’arte cretese sono i grandi palazzi, sedi di molteplici funzioni: governo, produttive e commerciali. Essi, comprendevano le sfarzose residenze del re e della sua corte, magazzini, quartieri artigianali con i laboratori per la ceramica, per i metalli, per l’oreficeria e la filatura della lana.

Presso i Sumeri, gli stendardi erano pannelli decorati su entrambi i lati con materiali pregiati. Stendardo di Ur è composto da pannelli in legno, ricoperti da uno strato di bitume e decorato ad intarsio con conchiglie, madreperla e calcare rosso, su un fondo di lapislazzuli.

Quattromila anni prima di Cristo si è verificata, nella Mesopotamia meridionale, una fase di crescita delle città, che è stata definita ”rivoluzione urbana”. Il processo è stato graduale: le prime città sono sorte sulle rive dei fiumi (città fluviali) e sono Ninive, Ur, Babilonia.

Gigantesche statue a difesa degli spiriti del male - I lamassù erano imponenti statue poste alle entrate e nei principali passaggi dei palazzi assiri, per sorvegliarli ed allontanare gli spiriti maligni. Riunivano in sé le forze del cielo e della terra, e quindi erano simbolo di potenza soprannaturale.

Il complesso monumentale di El Gizah risale alla IV dinastia, ovvero al III millennio a.C. Esso comprende le piramidi di Cheope e dei suoi successori Chefren e Micerino, ed edifici funerari minori, quali le piramidi delle regine e le mastabe, cioè le tombe dei funzionari reali. La piramide di Cheope è la più grande; essa misura 147 metri di altezza, mentre i lati di base misurano ciascuno circa 230 metri.