periodi e movimenti

Nel Settecento l’artigianato ha assunto in tutta Europa un ruolo di spicco: mobili intagliati o lavorati ad intarsio, porcellane, vetri e specchi, figurazioni in gesso, lacche arricchiscono le regge o le dimore aristocratiche e borghesi.

Antonio Canal, conosciuto come Canaletto (1697-1768), si è formato come scenografo e decoratore, sviluppando una grande competenza nelle regole della prospettiva. Fondamentale fu un suo viaggio a Roma, dove poté riprodurre architetture e rovine antiche e venne a contatto con il realismo della pittura fiamminga.

A partire dal XVII secolo si diffonde la rappresentazione di scene di vita quotidiana. Questo genere si è affermato per l’accentuarsi dell’attenzione nei confronti delle classi più umili. In questo modo, esso si è affiancato ai temi celebrativi, come quelli legati alle corti, o quelli che trasmettevano messaggi morali e religiosi. La pittura di genere descrive gli aspetti più consueti della vita quotidiana: scene familiari in interni, uomini e donne intenti al lavoro, bambini che giocano, vita di strada.

Il teatro, acquisì nel XVIII secolo una precisa definizione tipologica. Assunse una grande importanza la figura dello scenografo, creatore di sfondi ideali per commedie e drammi teatrali. Egli si avvaleva del supporto del quadraturista, che preparava il disegno architettonico, da completare poi con dipinti.

In molte città dell’Italia meridionale lo stile barocco si è espresso con caratteri originali e fortemente suggestivi. Le aree di maggior diffusione furono la Puglia, la Sicilia e Napoli. Esse avevano in comune l’influenza politica e culturale della Spagna, dove l’arte barocca ebbe particolare fortuna. Rispetto allo stile affermatosi nell’Italia centro-settentrionale, esso si distingue per la ricchezza delle decorazioni, che spesso erano applicate su impianti architettonici squadrati e rigorosi.

In origine lo stretto corridoio, detto dei Mori per la vicinanza con l'omonima stanza, era soltanto utilizzato come un passaggio sopraelevato, costruito per mettere in comunicazione il piano nobile di Corte Vecchia con il quattrocentesco palazzo della Domus Nova.

Si aprì all’insegna dell’instabilità. Evento centrale fu la Guerra dei TrentAnni, generata tra gli Stati cattolici e protestanti, che vide consolidarsi le monarchie di Francia, Spagna e Inghilterra. L’Italia fu assoggettata al potere spagnolo, eccetto la Repubblica di Venezia, Stato Pontificio e Ducato di Savoia.

L’opera è stata commissionata a Caravaggio dal cardinal Del Monte e probabilmente acquistata dal cardinale di Milano Federico Borromeo, durante un soggiorno a Roma. Il Borromeo lasciò per lungo tempo isolato il dipinto fra tutti quelli della sua collezione, perché nessun altro “raggiungeva la bellezza di questo e la sua incomparabile eccellenza”.

Nei programmi di sistemazione urbana delle città barocche, assunsero una grande importanza le fontane. A Roma, in particolare, esse avevano il ruolo di mostrare con magnificenza il ripristino, dopo molti secoli di abbandono, degli antichi acquedotti romani. Le fontane sono creazioni tipiche della sensibilità barocca: possono essere osservate da molti punti di vista, in quanto hanno visuali sempre mutevoli, e soprattutto sono caratterizzate dal suono e dai riflessi scintillanti dell’acqua.

Il fiammingo Rembrandt van Rijn (1606-1669) ha realizzato, attraverso la sua pittura, una ricerca naturalistica, valorizzando in particolare gli effetti di colore e di luce. Dell’arte del passato, egli ha apprezzato soprattutto la pittura del Rinascimento italiano e quella tedesca e fiamminga del Seicento. Si dedicò sia a soggetti sacri, caratterizzati da forte intensità espressiva, sia alla rappresentazione degli uomini del suo tempo, di cui seppe cogliere anche gli aspetti psicologici.

Nel 400 la figura di David era stata come modello di forza morale. Il fanciullo ebreo, aveva vinto sul gigante Golia in virtù della propria intelligenza, sostenuta dall’aiuto divino. Per Bernini, esso diventa simbolo della capacità d’azione dell’uomo, e per questo lo rappresenta nel momento di massima tensione fisica.

L’opera commissionata da Scipione Borghese, cardinale nipote di papa Paolo V, cultore d’arte e collezionista. Scipione aveva richiesto a Bernini, altri tre gruppi scutorei da collocare nella sua residenza di Villa Borghese, tutti realizzati tra il 1622 e il 1625: il David, il Ratto di Proserpina ed Enea e Anchise.

Nel 1508, papa Giulio II chiama a Roma Raffaello per commissionargli la decorazione ad affresco delle sale del proprio appartamento, le Stanze Vaticane, al fine di celebrare il papato e, allo stesso tempo, esemplificare i princìpi della teologia cristiana.

Nell’Incendio di Borgo, eseguito nel 1514, viene rappresentata la benedizione impartita da Leone IV al quartiere romano di Borgo mentre era devastato da un incendio: il gesto avrebbe fermato le fiamme. L’allusione, in questo caso, è alla volontà di Leone X di “spegnere” le guerre che affliggevano la Cristianità.

La statua del David fu scolpita da Michelangelo tra il 1501 e il 1504, durante il breve periodo della Repubblica fiorentina. Il tema è tipicamente rinascimentale: David rappresenta il giovane che, usando soltanto la propria ragione, sconfigge il nemico, anche se superiore nella forza.

I ritratti femminili eseguiti da Leonardo esprimono la sua profonda sensibilità nel rappresentare la dimensione interiore della persona ritratta. Egli pone le figure di tre quarti, in modo da inserirle più efficacemente nello spazio, e vi applica la tecnica dello sfumato, per renderne con delicatezza i tratti fisiognomici, ma anche le sottili espressioni dello stato d’animo.

Tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento si verificano eventi che cambiano radicalmente il quadro politico in Italia e in Europa. La scoperta dellAmerica, nel 1492, determina un progressivo spostamento delle rotte commerciali verso l’Oceano Atlantico.

L’opera è suddivisa in due parti: a sinistra, dentro un edificio di forme classiche, c’è Cristo, legato a una colonna, attorniato dai suoi aguzzini; a destra, in primissimo piano, tre personaggi in abiti quattrocenteschi parlano tra loro, sullo sfondo di una città.

Piero della Francesca (1415/20-1492) è nato a Borgo San Sepolcro, non lontano da Urbino; formatosi a Firenze, con Domenico Veneziano, ha lavorato in città dell’Italia centro-settentrionale ed in particolare ad Urbino, alla corte dei Signori di Montefeltro.

Il fiorentino Masaccio (1401-1428) ha svolto un ruolo decisivo nella storia della pittura. Egli ha applicato in modo rigoroso la prospettiva e, nello stesso tempo, seguendo gli esempi di Giotto e di Donatello, ha proposto una nuova immagine dell’uomo, visto come soggetto dotato di grande dignità morale.